November 27th
 […]
Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti,
lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti…
Cade la pioggia ed il tuo viso bagna di gocce di rugiada
te pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada, in fango della strada
[…] 
— Guccini, La Canzone dei Dodici Mesi
20091127 @ 1811
November 26th

Le fisse di Tarantino

  • Ogni volta che succede qualcosa di strano, Nick Colasanti (Michael Pergolani) esclama «Gulp!»: la stessa cosa accade in Grindhouse - A prova di morte di Quentin Tarantino. Qui, Lee (Mary Elizabeth Winstead) esclama la parola quando sta per essere stuprata da Jasper.
  • La scena in cui Fred (Fred Williamson) e Berle (Jackie Basehart) si prendono a pugni e si ritrovano faccia a faccia interrotti solo da Tony (Peter Hooten) viene riproposta in Le iene di Quentin Tarantino: qui, mentre Mr. White (Harvey Keitel) e Mr. Pink (Steve Buscemi) si puntano con le armi, giunge il sadico Mr. Blonde (Michael Madsen) ad interromperli.
  • Il film venne intitolato, durante la fase di pre-produzione, Bastardi senza gloria. In seguito si optò per Quel maledetto treno blindato, ma il titolo di lavorazione restò comunque il titolo con cui il film è internazionalmente conosciuto, cioè Inglorious Bastard
.dalla definizione di Quel Maledetto Treno Blindato, Wikipedia.

20091126 @ 1943
November 13th
 

Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi dello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione.

Altre volte è come un’ubriacatura, o come quando si batte la testa e ci si sente rintronati. Tra me e il mondo c’è una sorta di coltre invisibile. Fatico a capire il senso di quello che mi dicono gli altri. O forse, fatico a trovare la voglia di capire. È così poco interessante. Però voglio avere gente intorno. Ho il terrore dei momenti in cui la casa è vuota. Ma vorrei che parlassero fra loro e non a me.

 
— C. S. Lewis, Diario di un dolore, Milano 1990. (via mastrangelina) (via arsmaieutica)
20091113 @ 1454
 Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva detto tra i denti: «Ma gavte la nata.»
Lorenza, che stava ancora facendo gesti complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire.
«È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.» 
— Il Pendolo di Foucault, Umberto Eco (cap.98)
20091113 @ 1253

20091113 @ 1249
October 25th
 

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose


E così dimenticammo le rose.

 

A Sibilla Aleramo, 1917

Dino Campana.

20091025 @ 1703
October 14th
 Le donne collezionano recriminazioni, covano rancori, cambiano forma. Esprimono giudizi duri e legittimi, ben diversi dalle miopi congetture degli uomini, così annebbiati dal romanticismo e dall’ignoranza, dai pregiudizi e dal desiderio. Le donne sanno troppe cose, non possono essere né ingannate né ritenute affidabili. Posso capire perché gli uomini abbiano paura di loro, cosa di cui li si accusa spesso 
— Margaret Atwood (L’occhio del gatto) (via cyberdany) (via ingriddina)
20091014 @ 1640
October 7th
 È quasi come se lo sperma, quando me lo spari in corpo, mi facesse sgorgare le lacrime. - Ma non ti faccio male. - No. - Ti piace, Dawnie? Ti piace? - Moltissimo. È una cosa che… tocca un punto, dentro, dove non arriva nessun’altra cosa. - Bene. Purché io non ti faccia male. - No, No. È solo strano… È solo strano… È solo strano non essere sola, - disse. 
— Philip Roth, Pastorale americana (via mastrangelina) (via viaggioalterminedellanotte) (via mistro)
20091007 @ 1748
October 6th
20091006 @ 1625